Music Store: le major vogliono prezzo variabile sui brani
Apple sta subendo pressioni da parte delle case discografiche che richiedono una revisione dei prezzi imposti dalla casa di Cupertino.
Il mondo della discografia sostiene che i brani distribuiti su iTunes Music Store non possano avere tutti lo stesso prezzo, di conseguenza bisognerebbe rivalutarne il costo, probabilmente in base alla popolarità degli artisti e i costi delle campagne pubblicitarie.
Se n’era già discusso a settembre, dopo le dichiarazioni di Edgar Bronfam di Warner Music.
Apple sembra non voler cedere, sostenendo la tesi secondo cui il successo di Music Store deriverebbe anche dalla facilità d’acquisto in base al prezzo fisso, e che questo solleciterebbe gli utenti a scaricare musica tramite sistemi legali.
D’altro canto i discografici lamentano un calo di profitti, e proprio a causa della politica di Apple alcune major come Warner Music e Sony BMG non venderebbero le proprie produzioni in due degli Store aperti, quello australiano e quello giapponese.
EMI, durante una conferenza stampa tenutasi a nu cat vitamins
Londra, si dichiara convinta del cambio dell’attuale politica per quanto concerne il prezzo fisso dei brani; Alain Levy, a capo della casa di produzione, ha affermato: "la scelta di Apple è pressoché certa. D’altra parte è ormai opinione comune che si debba procedere verso una struttura a prezzo variabile. L’unico elemento di discussione è quando questo avverrà".
Del prezzo fisso rimarrà dunque solo il ricordo? Probabilmente se ne riparlerà nella primavera del prossimo anno, alla scadenza dei contratti con le case discografiche.
Come ha dichiarato in passato il CEO di Warner "iTunes ha bisogno della nostra musica tanto quanto noi abbiamo bisogno di iTunes".
Fonti: www.macworld.co.uk, www.macitynet.it