Zune difetta all’origine: un’analisi sul player MS e le strategie di Apple
Si torna a parlare di Zune, atteso per il 14 Novembre: su Roughlydrafted.com è stata fatta un’interessante analisi sulle potenzialità del player Microsoft passando attraverso l’esperienza e le strategie di Apple nel campo dei lettori Mp3.
Riuscirà Zune ad essere competitivo e a ritagliarsi una fetta di mercato? Secondo Daniel Eran - il curatore del sito - no. Microsoft non ha fatto tesoro dell’esperienza dell’antagonista per crearsi un vantaggio all’origine.
L’analisi di Eran attacca innanzi tutto la scelta da parte di Microsoft di pagare un’ulteriore tassa a Universal Music/Vivendi, stavolta non per le tracce musicali vendute ma per la vendita del lettore: una sorta di risarcimento per i danni subiti dalla casa discografica con la commercializzazione di prodotti che vengono caricati soprattutto con materiale copiato (?). Vivendi sembrerebbe intenzionata a dividere il ricavato al 50% con gli artisti, e la tassa dovrebbe ammontare a circa un dollaro a player venduto. In questo modo Microsoft crea una forte sinergia con la major, e nulla toglie che le altre case discografiche decidano di seguire la medesima strada, pretendendo lo stesso tipo di comportamento da Apple con la vendita di iPod (una porzione decisamente più grossa e appetibile). Apple paga ad Universal Music una percentuale sulla musica venduta sull’iTunes Store, e il contratto con la major è agli sgoccioli. Personalmente non capisco perché dopo aver già acquistato un Cd Universal, dovrei pagare un dollaro aggiuntivo alla stessa. E nel caso non desiderassi caricare sul mio player nessuna canzone Universal?
Andando oltre, Microsoft ha pensato di attuare un’ottima strategia nell’introdurre Zune nel periodo invernale: il player avrà una buona diffusione proprio nel periodo dedicato agli acquisti (Thanksgiving e Natale). Un’analisi approfondita dei profitti di Apple in campo iPod dimostra che i più alti picchi di vendita - che distanziano notevolmente lo standard dilazionato nell’arco dell’anno - si verificano proprio nel trimestre invernale. Questo è uno dei motivi per cui Apple decide astutamente di lanciare proprio in autunno/inverno gli iPod di fascia più accessibile. Come fa notare Daniel Eran i dati di vendita di Apple dimostrano che l’acquirente è più portato a comprare iPod di fascia bassa (nano e shuffle) per i regali, e di dedicarsi successivamente ad un acquisto più importante (iPod su hard disk) per se stessi. Per questo motivo Apple ha preventivato un ottimo rientro economico per il trimestre invernale lanciando i nuovi iPod entry-level (nuovi iPod nano, nuovi iPod shuffle, iPod nano PRODUCT RED), e ha limitato l’aggiornamento di iPod 5G - che venderebbe comunque di meno in rapporto ai fratelli più piccoli in questo preciso periodo dell’anno.
In questo caso è corretto pensare che se a natale ci sarà una competizione tra Apple e gli altri produttori di player, il campo battuto sarà quello del lettori flash economici; in questo, Sansa di SanDisk è sicuramente l’avversario più competitivo.
Zune verrà commercializzato in un’unico taglio da 30GB (allo stesso prezzo di un iPod 30GB), lasciando così la strada libera alla reale mira di Apple.
Forse non tutti lo sanno, ma Zune sotto la scorza marrone (o nera o bianca) è un Gigabeat di Toshiba. Eran assimila Zune a un riciclo di un player che non ha funzionato, a un sistema musicale che non ha funzionato (WMA e PlayForSure) e a una concezione più simile al Pda per dimensioni e funzioni, un prodotto che tutto sommato non ha mai avuto un mercato di massa. Parlando di Pda, i numeri del mercato non si dimostrano particolarmente ricchi in confronto a quelli di iPod: nell’ultimo quadrimestre gli iPod venduti sono stati superiori ai Pda (e smartphone) venduti in un intero anno.
Mentre iPod viene considerato come un player Mp3 con qualche funzione accessoria, Zune sembra un Pda ridotto che permette anche di ascoltare musica.
Zune ha fatto del sociale il proprio punto di forza. Il problema è che il Wi-Fi di Zune rischia di essere del tutto inutile. Per prima cosa, le tracce scambiate tra due Zune possono essere riprodotte solo tre volte entro tre giorni (viene conteggiata anche l’involontaria riproduzione per soli due secondi); il rischio secondario ma fondamentale è semplicemente quello di non avere nessuno con cui scambiare file; come sottolinea l’autore dell’articolo, la grandezza di una rete è determinata dal numero degli utenti, e Zune è un player che parte da zero.
In ultimo ma non meno importante, il Wi-Fi e la radio FM abbattono la batteria di Zune. Il consumo è uno degli aspetti fondamentali di un player Mp3 e Zune è svantaggiato anche dal display, spesso attivato per fruire sulle caratteristiche di punta (video e immagini wide).
Giorni fa ho letto una recensione che svelava una durata di batteria pari a un’ora con Wi-Fi abilitato.
Tutte queste caratteristiche fanno di Zune un player che punta proprio sulle caratteristiche che più ne sottolineano i difetti.
[Grazie a Nicola / MusicBlob]