Stop a musica, cinema e teatro per un giorno: SIAE vs Finanziaria
Le major discografiche e gli artisti italiani minacciano l’abbandono di SIAE in favore di società estere.
La notizia è stata resa nota dopo l’assemblea generale degli associati SIAE, nella giornata di ieri. La drastica intenzione è una risposta aggressiva al provvedimento Padoa Schioppa, che vorrebbe prelevare dalle casse SIAE circa 20 milioni di euro da versare nelle casse dello Stato.
La prima azione di protesta concreta sarà il blackout di una giornata per musica, cinema e teatro: SIAE ritirerà i diritti di utilizzo dei milioni opere protette.
Tra le case discografiche intenzionate a lasciare SIAE figurano Warner, Sony, Universal, EMI, Ricordi e Sugar; tra gli artisti vediamo Mogol, Lavezzi, Morricone, D’Alessio, Paoli e Dalla.
Tra de dichiarazioni del Presidente di SIAE Giorgio Assumma:
Comprendo umanamente la rabbia degli autori e degli editori italiani. I continui illeciti tentativi delle istituzioni pubbliche di appropriarsi delle casse della S.I.A.E. sono seri pericoli per la sua stabilità economica, dalla quale gli autori e gli editori traggono il loro sostentamento, presente e futuro.
La S.I.A.E. è un esempio unico nel panorama della economia nazionale.
Al contrario della quasi totalità degli Enti pubblici che, pur se alimentati con soldi dello Stato, versano in una cronica situazione di dissesto, la S.I.A.E., senza ricevere alcun apporto economico pubblico ma con i soli proventi privati dei suoi associati, ha un eccellente patrimonio ed un ottimo bilancio.
L’attuale tentativo del Ministro Padoa Schioppa di voler mettere le mani su tale patrimonio, con prelievi di milioni di euro, è un ulteriore tiro al bersaglio a danno della S.I.A.E.; è un atto di prepotenza che non ha alcun fondamento giuridico, contro cui la S.I.A.E. si sta opponendo con ogni mezzo.
Spero che gli autori e gli editori ritornino sulle loro decisioni.
Diversamente la S.I.A.E. si avvierebbe verso un grave ed inevitabile smembramento, con la conseguenza che migliaia di dipendenti e di collaboratori correranno il rischio di trovarsi sulla strada.
La giornata del blackout non è ancora stata ufficialmente fissata, ma dovrebbe collocarsi tra le prime del mese di Dicembre.
Una dichiarazione di Gino Paoli:
Mi sembra un esproprio. La SIAE amministra soldi di privati, degli autori italiani e stranieri (lavora per reciprocità con le Società d’autori di tutto il mondo).Come penserà il governo di far pagare agli autori le loro tasse personali se li deruba dei loro guadagni? Non pensa il governo che sarebbe meglio ridurre le spese (cosa che non è stata fatta se non in minima parte) piuttosto che mettere in crisi un’istituzione come la SIAE, che protegge concretamente, non a parole, la cultura? Cultura, che ora non solo viene ignorata, ma anche ferita con un prelievo scorretto.
Risorse in materia: un articolo sul Corriere, l’opinione di Mogol, Paoli e Vaime, il comunicato di dirittodautore.it, il comunicato di SIAE.
29 Novembre 2006 h. 11:44
…che cosa protegge la siae? non facciamo finta di non sapere che la siae incassa e non distribuisce, che incassa e non divide, che pretende pesanti dazi ma non protegge l’artista - a meno che non si tratti di gino paoli e dei grossi nomi del liscio, che si spartiscono tutto quello che agli altri artisti non arriva (ne so qualcosa in prima persona e ho preferito iscrivermi a una società estera realmente noprofit come bmi piuttosto che pagare la tassa siae).
che scioperino per un giorno, magari due o tre o di più, possiamo vivere meglio senza di loro. diamo noi un segnale: la siae, così com’è, è sbagliata e ci danneggia per il suo lucro.