Cinque anni fa nasceva iPod mini
Cinque anni fa Apple annunciava iPod mini di prima generazione.
iPod mini è stato un modello di fondamentale importanza per Apple sotto molteplici aspetti.
Innanzi tutto è stato il modello più venduto, ha consacrato il vero successo di iPod - che è arrivato nelle tasche di tutti quelli che percepivano ancora il modello “king size” come un prodotto di nicchia ed elitario.
Non sarebbe del tutto corretto dire che il segreto del suo successo risiedesse nel prezzo più contenuto: iPod mini era più economico, ma non tanto da fare davvero la differenza. In fondo bastava aggiungere circa 50 dollari per portarsi a casa un iPod di capienza ben maggiore. Il segreto risiedeva in una serie di fattori che messi insieme rendevano il mini irresistibile al grande pubblico.
Apple ha sperimentato con il mini l’alluminio anodizzato e gli angoli smussati, in un prodotto più piccolo del 50% rispetto all’iPod originale. I cinque colori disponibili si distaccavano dall’eleganza minimal del bianco, ammiccando ad una più ampia gamma di persone.
La ghiera cliccabile è nata con questo modello. E’ stata inventata proprio per aggirare il problema dei pulsanti, che avrebbero reso impossibile la miniaturizzazione, e Jobs stesso racconta che quando è stata sperimentata la prima volta è sembrato incredibile non averci pensato prima per gli iPod “maggiori”.
Non bisogna nememno sottovalutare il successo incredibile riscontrato con il pubblico femminile, che in precedenza non sembrava particolarmente interessato al player Apple.
Un altro fattore chiave sta nel fatto che la maggior parte del pubblico non sentiva la necessità di accumulare così tanta musica: mille brani sembravano già più che sufficienti.
L’idea di partenza del team iPod era quella di renderlo indossabile. Doveva diventare un vero e proprio accessorio, la gente guardandolo avrebbe dovuto immaginarselo addosso. Non essendo però concepibile per Apple applicare al player una cosa poco sexy come una clip, l’idea di miniaturizzare il più possibile e di dargli un aspetto glamour è stata la mossa vincente.
Jobs era fortemente convinto che i possessori di un iPod standard avrebbero potuto desiderare anche un mini: nell’iPod 3G avrebbero caricato la discografia definitiva, nel mini solo l’essenziale per andare a correre o in palestra.
L’aspetto “indossabilità” è stato infine affidato agli accessori: un alloggio (discreto) con clip veniva fornito nella confezione di iPod mini, e su Apple Store compariva la prima fascia da braccio.
All’inizio del 2004, le memorie flash non erano ancora abbastanza appetibili nel rapporto prezzo-capacità di storage, mentre la miniaturizzazione degli hard disk offrira la giusta opportunità ad Apple per esordire con un player di piccole dimensioni. iPod mini era basato su hard disk, per quanto possa sembrare strano oggi. L’esordio flash di iPod è stato lo shuffle.
Una commissione di fattori è stata dunque la miscela esposiva che avrebbe fatto apparire iPod nano come un player per tutti, dotato di un cuore sofisticato e con un aspetto giovane e seduttivo.
L’unico errore di Apple è stato quello di credere che iPod mini nella colorazione oro sarebbe stato tra i più amati: in realtà si è rivelato un vero flop, tanto da eliminarlo nella generazione successiva.
Storicamente, il più venduto è stato la versione argento, una colorazione amatissima da Jobs - e pensando ai Powerbook e alla gamma attuale di prodotti Apple, non stentiamo a crederlo.
[Questo post è stato ispirato da Storie di Apple, che qualche tempo fa ha esordito anche in lingua inglese]